Medicina e salute

USA, diminuiscono i consumi di bevande zuccherate

La percentuale dei consumatori abituali di bevande zuccherate è nettamente diminuita negli Stati Uniti nel giro di un decennio.

Il report, pubblicato sul Journal of the Academy of Nutrition and Dietetics, prende in considerazione il periodo che va dal 2003 al 2016.

La buona notizia è consolidata dai dati che emergono tra la popolazione più a rischio: i bambini. La percentuale è infatti scesa dall’11% al 3%, senza differenze rilevanti per sesso, istruzione e etnia.

Per quanto riguarda la popolazione adulta la percentuale è scesa dal 13% al 9%, ma in questo caso vi sono differenze soprattutto per l’età e l’appartenenza etnica. È importante sottolineare che si sta parlando di consumi molto elevati, vale a dire almeno 500 calorie al giorno, tutti i giorni.

Un dato in controtendenza è invece quello della popolazione over 60, dove la percentuale di consumatori abituali è aumentata nel corso degli anni sebbene la percentuale assoluta rimane comunque molto bassa.

Il consumo tra giovani e giovanissimi è diminuito maggiormente e più velocemente rispetto alla popolazione adulta, sintomo che le strategie di salute pubblica in collaborazione con le istituzioni scolastiche abbiano funzionato.

Attualmente gli Stati Uniti sono al terzo posto della classifica mondiale riguardante i consumi di bibite zuccherate. L’Italia è invece al 49esimo posto.

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