Anche i pesci comunicano e lo fanno attraverso il loro elemento naturale: l’acqua. Una nuova ricerca pubblicata sulla rivista Ichthyology & Herpetology tenta di dare risposte ad un mondo che ha ancora tanti segreti da svelare.

La comunicazione sonora è ampiamente studiata tra le specie terrestri e i mammiferi marini: in questo caso però i ricercatori hanno preso in esame il vastissimo mondo dei pesci ossei, al quale appartengono la maggior parte delle specie di pesci presenti sul pianeta, ed in particolare il clade degli Actinopterygii. Attraverso l’analisi di una mole di dati multidisciplinari (registrazioni acustiche, studi anatomici) si è scoperto che molte di queste specie comunicano attraverso specifici caratteri morfologici.

La comunicazione tra pesci non è recente ma sarebbe nata insieme alle prime specie appartenenti al clade circa 155 milioni di anni fa. Nel corso di milioni di anni la produzione sonora si sarebbe evoluta almeno 33 volte e ciò potrebbe essere avvenuto in maniera indipendente se si prendono in considerazione i meccanismi morfologici che consentono la comunicazione.

Il meccanismo maggiormente presente (anche come singola evoluzione) viene definita ”vibrazione della vescica natatoria” e accomuna 41 famiglie di attinopterigi. Il secondo meccanismo più rappresentato (19 famiglie in tutto) è quello della stridulazione.

Gli scienziati sanno che esistono ancora moltissime specie di pesci da studiare attraverso le registrazioni acustiche e che questa ricerca potrà aprire la strada a nuovi studi per comprendere al meglio un comportamento chiave nella storia dei vertebrati.

Fonte: Aaron N. Rice,  Stacy C. Farina,  Andrea J. Makowski,  Ingrid M. Kaatz,  Phillip S. Lobel,  William E. Bemis,and  Andrew H. Bass “Evolutionary Patterns in Sound Production across Fishes,” Ichthyology & Herpetology 110(1), 1-12, (20 January 2022)

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