Medicina e salute

Il trapianto di cuore nei pazienti con distrofia muscolare

Le cardiomiopatie sono purtroppo delle complicanze abbastanza comuni nei pazienti affetti da distrofia muscolare. Fino a qualche decennio fa molte di queste persone non erano considerate trapiantabili a causa dei rischi che l’operazione poteva comportare.

La cardiomiopatia compromette però inevitabilmente la vita dei soggetti affetti da distrofia, portando di fatto a maggiori probabilità di morti premature. Un recente studio condotto negli Stati Uniti ha valutato i risultati di un trapianto di cuore in questi pazienti, per capire se l’opzione potesse essere considerata valida.

Grazie ad un database della United network for Organ Sharing è stato possibile analizzare i dati dei pazienti dal 1987 fino al 2016. Nei pazienti affetti da distrofia muscolare, circa il 45% aveva una diagnosi da distrofia muscolare di Becker, di solito ad inizio più tardivo rispetto ad altre distrofie e con sintomi meno severi nel breve-medio periodo.

Ciò che emerge è che rispetto al gruppo di controllo non si registrano differenze sostanziali nei tempi di attesa per il trapianto (52 giorni nei pazienti con distrofia rispetto ai 59 degli altri pazienti), mentre la sopravvivenza a lungo termine post-trapianto è simile, ovvero non vi sono differenze statisticamente rilevanti.

La speranza di vita nel lungo periodo è simile anche tra i pazienti affetti da diverse distrofie muscolari oltre a quella di Becker. In sostanza il trapianto di cuore si rivela essere un trattamento efficace anche per pazienti considerati più a rischio.

In ogni caso l’approccio terapeutico e quindi anche la possibilità di essere inseriti nelle liste di attesa per un trapianto, è valutato da un equipe medica specializzata che esamina la situazione nel suo complesso.

Fonte: qui

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