Ambiente

Squali, un divieto di pesca parzialmente efficace

Il divieto di pesca degli squali è efficace solo in parte nel proteggere gli animali, è quanto emerge da un nuovo studio che ha coinvolto l’Università di Exeter, la Zoological Society of London e l’organizzazione non governativa Oceanswell.

La ricerca è nata per studiare gli effetti della legge voluta nel 2012 dal governo dello Sri Lanka che aveva vietato la pesca degli squali volpe, anche se alcuni pescatori del posto avevano riferito di un numero non quantificabile di esemplari cacciati accidentalmente.

Nonostante ciò il divieto può essere definito un successo poiché la pesca mirata nei confronti della specie minacciata è drasticamente diminuita nel tempo. Purtroppo alcuni pescatori hanno continuato a pescare illegalmente gli squali, cercando ad esempio di nascondere il pescato o tagliando le pinne prima del ritorno in porto. Non è stato semplice per le autorità controllare e spingere al rispetto della norma, laddove era presente un mercato illegale, dovuto alla domanda della merce oramai rara.

La legge ha funzionato solo parzialmente anche perché ha avuto un impatto diseguale sui pescatori e i mercati locali. Coloro che erano coinvolti nella pesca mirata degli squali hanno subito un colpo chiaramente maggiore, ma sono mancate misure economiche che potevano mitigare le perdite, avvantaggiando cosi la pesca illegale.

Oltre a ciò, non sono state affrontate questioni importanti come la programmazione di metodologie che ridurrebbero le catture accidentali, come l’introduzione di divieti locali in aree note per la presenza degli squali o la riduzione del tempo in mare di alcune attrezzature per la pesca, per far si che gli esemplari accidentalmente catturati possano essere liberati senza gravi conseguenze.

Fonte: Claire Collins, Tom Bech Letessier, Annette Broderick, Isuru Wijesundara, Ana Nuno. Using perceptions to examine human responses to blanket bans: The case of the thresher shark landing-ban in Sri Lanka. Marine Policy, 2020; 121: 104198 

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