La soglia del dolore alterata potrebbe avere un ruolo importante nello scoprire metastasi tumorali che originano dal tumore primario.

È quanto afferma un nuovo studio pubblicato dalla NYU College of Dentistry: i pazienti in cura per cancro orale che segnalavano una più bassa soglia del dolore presentavano delle metastasi.

Si tratta della prima volta in assoluto che si dimostri una correlazione diretta tra dolore dei pazienti in cura e il comportamento clinico del cancro.

Il carcinoma orale è molto doloroso e se il livello del dolore può essere usato come indicatore della sua diffusione nel corpo, questo potrebbe senz’altro aiutare le diagnosi di nuove metastasi.

Durante lo studio gli scienziati si sono accorti che vi era anche una differenza significativa nell’espressione di circa 40 geni. Nei pazienti con metastasi acclarate l’espressione risultava più marcata rispetto alle persone con carcinoma non metastatizzato.

Si pensa quindi che anche l’espressione di alcuni di questi geni possa fungere come biomarkers per le metastasi del cancro orale e di riflesso possa aiutare nelle delicate decisioni in merito agli interventi chirurgici.

In Italia i tumori della cavità orale rappresentano circa il 10% di tutte le neoplasie e colpiscono maggiormente la fascia di popolazione over 50. Tra i fattori di rischio vi è sicuramente il tabagismo che aumenta il rischio di cinque volte rispetto ad un non fumatore.

Fonte: qui

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