Medicina e salute

Smartphone come il fumo: due dipendenze davvero simili

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Un nuovo studio paragona l’utilizzo ossessivo dello smartphone alla dipendenza da nicotina. I ricercatori della London School of Economics and Political Science hanno scoperto che il germe della dipendenza non si insinua nelle notifiche, come invece si sospettava.

Ciò che ci rende dipendenti dagli smartphone è in realtà un’abitudine inconscia oramai radicata nel comportamento. Le notifiche delle diverse applicazioni contribuiscono solamente all’11% delle nostre azioni sul cellulare, il restante 89% è invece frutto di un atteggiamento compulsivo difficilmente controllabile.

Si viene a creare un’urgenza di interazione fra il soggetto e lo smartphone, tanto da trasformarsi in breve tempo in un vero e proprio automatismo paragonabile al gesto dell’accensione di una sigaretta.

Lo studio è stato condotto su soggetti, con età media 25 anni, di diverse nazionalità europee: tedeschi, inglesi e francesi. I partecipanti sono stati tracciati e osservati grazie ad una telecamera posizionata a modo di GoPro.

Dai risultati si è osservato che nel 22% delle interazioni lo smartphone è stato utilizzato per la messaggistica di Whatsapp, mentre nel 17% dei casi l’utilizzo è relativo al semplice controllo di possibili notifiche sul telefono, comportamento che spesso incita l’utilizzo dei Social (più spesso Instagram e poi Facebook). L’utilizzo del telefono dovuto a chiamate ricevute o effettuate è pari all’1%.

Lo smartphone viene maggiormente utilizzato in casa o durante gli spostamenti, meno invece quando il soggetto è con altre persone. Controllare il telefono e le notifiche diventa un bisogno a tutti gli effetti e questa necessità si mostra già radicata nella sfera comportamentale.

Lo studio, cui seguiranno future ricerche maggiormente approfondite, getta luce su un problema che dovrà essere affrontato soprattutto per proteggere la popolazione pre-adolescente.

Sono infatti i bambini e gli adolescenti a subire gli effetti a lungo termine di questa dipendenza; effetti che ad oggi i ricercatori non conoscono ancora appieno. È difficile infatti valutare dove finisce l’interesse specifico per un’azione e l’esigenza inconscia che si ha nel svolgerla.

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