La notizia arriva direttamente dalla Danimarca e non è buona: il mare che bagna la nazione ha sempre meno ossigeno. Le aree marine in cui il problema è stato riscontrato sono raddoppiate in un solo anno.

Nel mese di Agosto in un’area di oltre 3,300 chilometri quadrati si è rilevata una carenza di ossigeno. Un segnale preoccupante vista la velocità di crescita delle zone a rischio. Alte temperature e stato di conservazione delle acque fluviali hanno peggiorato la situazione, tanto da essere considerato oramai un problema severo dal Centro per l’energia ed il clima nazionale danese.

La carenza di ossigeno nei mari porta a conseguenze negative per la sopravvivenza di numerose specie animali e vegetali. Il riscaldamento globale e le attività produttive umane sono i maggiori responsabili di una situazione che si registra da almeno mezzo secolo negli oceani di tutto il pianeta.

In 40 anni gli oceani hanno perso il 2% dell’ossigeno; un numero che può sembrare irrilevante se non si considera il cambiamento repentino in un lasso di tempo assai breve. Per assurdo la deossigenazione degli oceani non potrà che peggiorare (e incentivare) i cambiamenti climatici poiché i numerosi batteri che vivono in acque povere di ossigeno producono grandi quantità di gas serra.

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