Ricercatori dell’Università Statale dell’Oregon hanno pubblicato uno studio su Proceedings of the Royal Society B che mette alla luce la scoperta della prima fuga di metano attiva dal fondale del Mare di Ross, in Antartide.

Si ritiene che sotto l’Antartide si trovi un enorme deposito di metano, ed eventuali perdite diffuse andrebbero ad alimentare il riscaldamento globale, già catalizzato dai cambiamenti climatici; il metano infatti, è un gas serra sensibilmente più potente dell’anidride carbonica di ben 28 volte. La notizia genera molta preoccupazione tra gli scienziati.

A scoprire la fuga di metano in Antartide sono stati alcuni sub nel 2011, sono poi stati necessari diversi anni per studiarla a fondo e raccogliere tutti i dati per mettere a punto il nuovo studio.

Il metano che fuoriesce dal fondale oceanico viene normalmente catturato e consumato dai batteri nella colonna d’acqua soprastante, impedendogli di fatto di raggiungere la superficie e liberarsi nell’atmosfera. Nel sito del Mare di Ross però, i batteri coinvolti nel ciclo del metano in cinque anni hanno formato una colonia troppo piccola, permettendo così a un costante flusso del composto di fluire ininterrottamente. Il professore Thurber ha dichiarato al Guardian “Non è una buona notizia, ci sono voluti più di cinque anni perché i microbi iniziassero a comparire, e anche dopo la comparsa c’era ancora metano che stava rapidamente risalendo dal fondo del mare. Il ciclo del metano è assolutamente qualcosa di cui noi come società dobbiamo preoccuparci. Lo trovo incredibilmente preoccupante”.

Poiché come indicato si ritiene che sotto il ghiaccio antartico ci siano enormi concentrazioni di metano, c’è il rischio che fuoriuscite analoghe determinato dallo scioglimento dei ghiacci possano iniziare a determinare problemi su larga scala. Al momento, tuttavia, il Mare di Ross non è coinvolto in processi di riscaldamento.

Secondo gli scienziati la fonte del metano è rappresentata da depositi di alghe sepolti da migliaia di anni, sotto strati di sedimenti attraverso i quali i flussi riescono a infiltrarsi. Inizialmente si era pensato alla possibile partecipazione di un vulcano attivo nella zona, ma non viene considerata l’ipotesi privilegiata dagli studiosi. A causa della lenta crescita dei microbi a Cinder Cones e della profondità del Mare di Ross in quella zona, gli esperti ritengono che il metano riesca a giungere facilmente in atmosfera

Gli studi in Antartide non sono agevoli ma gli scienziati torneranno presto per conoscere gli sviluppi di questa perdita.

Qui lo studio.

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