Sembra non avere fine la drammatica mortalità degli elefanti in Botswana. Già lo scorso anno erano deceduti oltre 350 esemplari nella regione dell’Okavango. Diverse le ricerche e le indagini governative che avevano identificato un’infezione batterica come causa primaria.

Nei primi tre mesi del 2021 si sono registrati altri 39 decessi in una regione distante circa 100 km dal luogo dello scorso anno. Dai primi risultati delle analisi, portate avanti dal dipartimento dei parchi nazionali, emerge che si tratterebbe dello stesso cianobatterio. Purtroppo con il cambiamento climatico i bacini idrici diventano più caldi e ciò favorisce la diffusione e l’abbondanza di questa tipologia di batteri.

D’altra parte colpisce il fatto che nella regione si registri una moria dei soli elefanti; la stessa acqua è bevuta, in linea generale, da tutti gli animali del territorio, non essendoci però mortalità più elevate.

Ciò che è chiaro è che in Botswana le recinzioni dei parchi limitano i movimenti degli elefanti, che di fatto non possono sfuggire a quella che potrebbe essere una situazione pericolosa per loro”

I ricercatori puntano il dito anche alla carenza di habitat idonei per gli animali selvatici. Interi territori vengono ogni anno distrutti per far fronte alla richiesta di terreni coltivabili. La riduzione degli habitat contribuisce ad acutizzare una problematica e aumenta la probabilità di esposizione a determinati patogeni.

Fonte: H. Wang et al. From unusual suspect to serial killer: Cyanotoxins boosted by climate change may jeopardize megafauna. The Innovation. Vol. 2, May 28, 2021, 100092. doi: 10.1016/j.xinn.2021.100092.

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