Medicina e salute

Patogeni orali e tumore esofageo

I ricercatori della Tokyo Medical and Dental University hanno scoperto che nei pazienti con tumore esofageo, la presenza di alcuni patogeni orali è superiore rispetto ai soggetti sani. La scoperta può aprire nuove strade diagnostiche in futuro.

La cavità orale ospita naturalmente numerose tipologie di microrganismi, tra i quali oltre 700 specie di batteri. La stragrande maggioranza di essi sono del tutto innocui per la salute dell’uomo, solo una piccola percentuale contribuisce a patologie come ascessi dentali, gengiviti e parodontiti.

Il cancro dell’esofago è il sesto al mondo per mortalità e ciò è dovuto alla difficile diagnosi che determina l’emergere della patologia quando questa è già ad uno stato avanzato. Sebbene le cure siano in costante sviluppo e miglioramento, la percentuale di sopravvivenza rimane piuttosto bassa.

Nel recente stu dio i ricercatori hanno esaminato la saliva e le placche dentali di 61 pazienti affetti da tumore e rispettivi soggetti sani per il gruppo di controllo. Si è poi proceduto all’estrazione del DNA dei patogeni presenti, fra cui i sette generalmente più abbondanti in caso di parodontite. È bene sottolineare che nei pazienti con tumore lo stato generale delle gengive era maggiormente compromesso e scorretti stili di vita (fumo di sigaretta e consumo di alcol) erano statisticamente più presenti rispetto ai soggetti sani.

Dai risultati delle analisi è emerso che nelle placche dentali ben 5 patogeni sui 7 studiati erano più abbondanti nei soggetti con tumore esofageo, mentre solo 2 (Aggregatibacter actinomycetemcomitans e Streptococcus anginosus) erano maggiormente presenti nella saliva degli stessi soggetti. I ricercatori credono quindi che il consumo di alcol e la presenza di alcuni patogeni, fra cui anche la Tannerella forsythia, possano essere associati ad un maggior rischio di tumore dell’esofago.

Fonte: Oral Infectious Bacteria in Dental Plaque and Saliva as Risk Factors in Patients With Esophageal Cancer,” was published in Cancer at DOI: 10.1002/cncr.33316

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