Storia e curiosità

Nuovi fossili riscrivono la storia temporale dell’Homo Erectus

L’Homo Erectus sarebbe più antico di oltre 200.000 anni rispetto a quanto pensato sino ad oggi. A riscrivere la storia temporale delle nostre origini è un frammento fossile rinvenuto presso la Drimolen Cave in Sudafrica.

Per oltre otto anni la porzione di cranio rinvenuta è passata del tutto inosservata. Inizialmente gli archeologi l’avevano attribuita ad un babbuino, ma osservandola attentamente si sono poi accorti che mostrava somiglianze maggiori all’uomo più che alla scimmia.

Solo le analisi del 2018 hanno confermato l’inesattezza della prima osservazione: il cranio appartiene alla specie Homo Erectus e risale a circa 2 milioni di anni fa, ovvero 200.000 anni in anticipo rispetto a quanto si sapeva sulla diffusione dell’ominide in Africa.

Contemporaneamente alla scoperta, in un sito distante sei miglia dalla cava, sono stati scoperti fossili appartenenti a Australopithecus sediba, nostri “lontani cugini”. Ciò indurrebbe a pensare che circa due milioni di anni fa nella regione più meridionale dell’Africa coesistessero, o si scontrassero, questo è ancora da appurare, almeno tre specie differenti di ominidi.

Fonte: qui

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