I ricercatori della University of Bristol, in collaborazione con la Goethe University, hanno scoperto le prime evidenze di consumo di miele in epoca preistorica nelle regioni dell’Africa Occidentale.

Fino ad oggi non vi erano prove concrete della “caccia” al miele ad eccezione di una raffigurazione paleolitica dove vi sono rappresentate delle api. La nuova scoperta la si deve ad alcuni resti di ceramiche di almeno 3500 anni fa.

Il team di ricercatori ha analizzato più di 450 reperti archeologici per tentare di capire l’alimentazione e i contenuti delle ceramiche. Con grande stupore si è scoperto che in almeno un terzo dei reperti vi erano tracce della cera d’api, sia in forma grezza che processata. Oltre al consumo (ampiamente dimostrato in epoche più recenti) si ipotizza che il miele potesse essere utilizzato come conservante per altri alimenti. Ancora oggi alcuni popoli, come gli Okiek in Kenya, conservano la carne affumicata nel miele anche per un paio di anni.

I resti di piante e animali, provenienti dai siti archeologici, di solito rivelano solo una piccola parte di ciò che le persone mangiavano. I residui chimici della cera d’api nei frammenti di vaso aprono prospettive completamente nuove per la storia dello sfruttamento delle risorse e della dieta dei popoli antichi.”

K. Neumann della Goethe University

Fonte: Julie Dunne, Alexa Höhn, Gabriele Franke, Katharina Neumann, Peter Breunig, Toby Gillard, Caitlin Walton-Doyle, Richard P. Evershed. Honey-collecting in prehistoric West Africa from 3500 years agoNature Communications, 2021; 12 (1)

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