Il fungo Botrytis cinerea è un parassita che colpisce diverse tipologie di piante tra cui la vite, provocando quella che è comunemente chiamata muffa grigia dell’uva.

La distruzione del raccolto provoca ingenti perdite agli agricoltori che si vedono quindi costretti ad utilizzare fungicidi sintetici o a base di rame. Un recente studio pubblicato su Phytopathologia Mediterranea ha studiato una possibile soluzione che possa ridurre l’utilizzo dei pesticidi che incidono non solo a livello ambientale ma anche sulla salute delle persone.

In particolare i ricercatori si sono concentrati sull’olio essenziale di origano utilizzato come fungicida naturale attraverso la vaporizzazione dei grappoli. I risultati in vitro e sul campo sono stati molto promettenti.

L’attività fungicida dell’olio essenziale di origano era già stata precedentemente studiata. Le molecole presenti nell’olio interferiscono con il belayer fosfolipidico delle membrane cellulari e danneggiano i mitocondri di numerosi patogeni fungini.

Per valutare in maniera specifica l’attività contro il Botrytis Cinerea i ricercatori hanno dovuto dapprima isolare il fungo e coltivarlo in laboratorio. Successivamente le piastre di coltura sono state vaporizzate con olio essenziale di origano (Origanum vulgare). Le colonie trattate con il vapore hanno avuto una forte inibizione della crescita.

Il trattamento è stato effettuato anche sui grappoli d’uva e si è notata la riduzione quasi totale dell’infezione. È stata quindi confermata l’abilità di questo olio essenziale nell’inibire lo sviluppo del patogeno che danneggia il raccolto.

È un’ulteriore passo avanti della ricerca per tentare di trovare strade alternative all’utilizzo dei pesticidi. Saranno necessari altri studi per valutare i possibili impatti del trattamento sulla pianta e sul raccolto e per mettere a punto a livello tecnico il sistema di applicazione.

Fonte: A. Burggraf, M. Rienth (2020) Origanum vulgare essential oil vapour impedes Botrytis cinerea develop- ment on grapevine (Vitis vinifera) fruit. Phytopathologia Mediterranea 59(2): 331-344. DOI: 10.14601/Phyto-11605

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