Un team di ricercatori internazionali provenienti dal Canada, Stati Uniti, Nuova Zelanda e Australia, hanno scoperto che per alcune specie di pesci l’ingestione di microplastiche nei mari comporta una maggiore mortalità in età giovane.

La ricerca, pubblicata su Proceedings of the Royal Society B, ha evidenziato come i pesci che avevano ingerito microplastiche assieme al cibo erano stati catturati e quindi mangiati dai predatori nelle 72 ore successive al loro rilascio.

La ragione è presto spiegata: i pesci che si erano cibati di microplastiche erano meno attivi rispetto al gruppo di controllo, inoltre si esponevano a maggiori comportamenti ritenuti a rischio, come l’avventurarsi nel mare aperto.

I cambiamenti del comportamento animale sono da imputare anche ad un disequilibrio al senso di sazietà, dovuto proprio al consumo di plastica che finisce per riempire lo stomaco dei pesci senza però apportare alcun nutrimento.

Gli animali rischiano quindi di morire di fame e di riflesso di esporsi a comportamenti che facilitano la loro cattura da parte dei predatori naturali. Il fenomeno è stato osservato con maggior presenza nelle zone dove gli habitat corallini risultavano più danneggiati o completamente degradati.

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