Storia e curiosità

Marco Polo e gli unicorni

L’Unicorno è da sempre l’animale fantastico per eccellenza. Elegante, possente e dotato di poteri magici, è descritto assiduamente nei vari bestiari del medioevo, sebbene la sua figura era già conosciuta ai tempi degli antichi greci.

Ne “Il milione” Marco Polo sostiene di aver visto con i suoi occhi l’unicorno durante il suo lunghissimo viaggio in Asia, precisamente sull’isola di Giava in Indonesia.

Ciò che lo colpisce è l’enorme discrepanza tra i racconti medievali e quello che realmente aveva osservato: non era certo un cavallo bianco sinuoso e affascinante, piuttosto un animale tozzo, brutto e con un corno in mezzo alla fronte di colore scuro.

Ecco la descrizione con le sue parole:

nel mezzo de la fronte ànno un corno grosso e nero. E dicovi che no fanno male co quel corno, ma co la lingua, che l’àanno spinosa tutta quanta di spine molto grandi; lo capo ànno come di cinghiaro, la testa porta tuttavia inchinata verso la terra

. Ella è molto laida bestia a vedere. Non è, come si dice di qui, ch’ella si lasci prendere alla pulcella, ma è il contrario

Quasi sicuramente Marco Polo si era imbattuto nel rinoceronte, animale molto bello ma sicuramente meno affascinante rispetto ai racconti glitterati dell’epoca sugli unicorni.

In Europa il rinoceronte era pressoché sconosciuto a tutti. Alcune specie di rinoceronti preistorici, tra cui il rinoceronte lanoso, hanno popolato il continente europeo nel pleistocene, ovvero qualche milione di anni fa. Si sono poi estinti insieme alla maggior parte della megafauna dopo l’ultima glaciazione, probabilmente anche a causa degli uomini primitivi che li cacciavano.

Delle oltre 30 specie oggi rinvenute solo 5 sono sopravvissute.

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