Eratostene, matematico e geografo greco vissuto nel terzo secolo avanti Cristo, è una di quelle figure storiche non sufficientemente ricordate. Quando la scoperta geografica era ancora agli arbori e gli esploratori erano aiutati da rudimentali mappe nautiche, Eratostene riuscì, grazie ad uno strumento babilonese, a dimostrare la sfericità della Terra.

Lo scafe (o scafio) di Eratostene è passato alla storia anche per la straordinaria precisione con la quale il matematico riuscì a calcolare la lunghezza della circonferenza del nostro pianeta. Lo strumento era costituito da una grande coppa semisferica graduata, al cui centro era infisso un punteruolo allineato grazie al fil di piombo.

L’allineamento doveva essere perfetto affinché l’ombra proiettata sulla coppa graduata risultasse esatta. Per l’esperimento fu necessario osservare l’inclinazione alla massima altezza del sole, ovvero il mezzogiorno del solstizio d’estate. L’osservazione fu fatta in due località differenti nello stesso identico momento: Alessandria (dove diresse la famosa biblioteca) e l’attuale Assuan. La misurazione diede 7 gradi e 12’, mentre la distanza lineare fra le due città fu calcolata in circa 900 km.

Dai calcoli uscì un valore della circonferenza terrestre straordinariamente simile a quello reale, ma calcolato secoli dopo con le moderne tecnologie (un errore percentuale inferiore al 2%). L’esperimento lo si è appreso grazie alle opere di Strabone poiché il suo doppio volume Sulla misura della Terra è andato distrutto.

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