L’Oktoberfest è un festival popolare che si tiene a Monaco di Baviera, in Germania, negli ultimi due fine settimana di settembre e il primo di ottobre: è l’evento più famoso ospitato in città, nonché la più grande fiera del mondo, con più di 7 milioni di visitatori ogni anno, un consumo di 7,5 milioni di boccali di birra e 250.000 salsicce divorate.

Si tiene ogni anno dal 1810 e per la prima volta nella sua storia nelle edizioni avvenute nel 2018 e 2019, un gruppo di ricercatori del politecnico di Monaco guidato da Jia Chen ha usato una batteria di sensori mobili per campionare l’aria dentro l’area dove si svolge l’Oktoberfest e i suoi dintorni.

I risultati mostrano una produzione globale di metano pari a 1500 Kg durante i 16 giorni di festival, ossia una produzione pari a 6.7 microgrammi di metano per metro quadrato al secondo. Tale valore è di circa dieci volte la quantità di metano che si produce nello stesso tempo nella città di Boston. Il dato è significativo perché il metano è un gas serra sensibilmente più potente dell’anidride carbonica

 di ben 28 volte.

Da dove proviene l’inquinamento dell’Oktoberfest?

Il 90% dell’inquinamento del festival proviene dalle griglie per il barbecue e impianti di riscaldamento a gas, che spesso non sono a norma e disperdono più metano di quanto già farebbero, mentre il 10% proviene da emissioni e flatulenze varie prodotte dalle persone.

Lo studio suggerisce quindi che l’inquinamento prodotto dall’Oktoberfest andrebbe preso in considerazione (insieme a quello di altri grandi festival di massa) quando si stilano i cataloghi delle emissioni, che tendono a escludere eventi temporanei perché considerati non significativi.

Lo studio scientifico.

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