Medicina e salute

L’inattività fisica costituisce l’8% dei decessi e delle malattie non trasmissibili

Anche l’inattività fisica ha un ruolo nella salute delle nazioni e più in generale nel mondo. Una nuova ricerca, pubblicata dal British Journal of Sports Medicine, attribuisce l’8% delle malattie non trasmissibili e delle morti nel mondo alla mancanza di attività fisica.

Anche se il maggior numero di persone che non pratica alcuna attività fisica abita nei paesi a medio reddito, è nei paesi ad alto reddito che l’inattività fisica ha il maggior impatto sulle malattie non trasmissibili e sui decessi (visti in termini di aumento del rischio per una persona media).

Da molti anni sappiamo che l’inattività fisica è un fattore di rischio estremamente importante per molte patologie non trasmissibili, come malattie a livello del cuore, diabete ed alcune tipologie di tumore. Per la valutazione dei dati è stata considerata inattività fisica una quantità minore a 150 minuti di attività fisica ad intensità moderata o 75 minuti di attività fisica molto intensa nell’arco di una settimana.

Nei paesi a medio reddito il 69% di tutti i decessi (non causati da malattie trasmissibili) e il 74% delle malattie a livello cardiovascolare sono associate a mancanza di attività fisica. Nel 2018 la World Health Assemby si è imposta di ridurre i livelli di inattività fisica del 15% entro il 2030, anche se si registrano dati in controtendenza, e quindi in aumento, in molte nazioni.

Fonte: Physical inactivity and non-communicable disease burden in low-income, middle-income and high-income countries, British Journal of Sports Medicine (2021). DOI: 10.1136/bjsports-2020-103640

Credti: Photo by Roland Hechanova

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