Per ozonosfera si intende quello strato di atmosfera terrestre dove l’ozono, molecola costituita da 3 atomi di ossigeno legati fra loro, è maggiormente presente. La sua concentrazione è infatti maggiore rispetto ad altri strati atmosferici, tuttavia non rappresenta il composto prevalente dell’ozonosfera poiché le sue concentrazioni massime non superano mai le 12-14 parti per milione.

Lo strato dell’ozono è situato fra i 15 e i 48 chilometri di altezza, ovvero in quella fascia atmosferica denominata “stratosfera”. La molecola risulta essere di vitale importanza perché assorbe parte della radiazione ultravioletta proveniente dal sole: svolge quindi una funzione filtrante che protegge gli organismi viventi dagli effetti dannosi degli ultravioletti.

È proprio la radiazione solare che crea la molecola di ozono nell’atmosfera terrestre. I raggi ultravioletti scompongono alcune molecole di ossigeno biatomico (O2) in singoli atomi, che poi si combinano con altre molecole di 02 per formare l’ozono.

Nel secolo scorso gli scienziati si accorsero del processo di assottigliamento dello strato di ozono, in parte dovuto ad attività antropiche (quindi causate dall’essere umano) ed in parte ad oscillazioni assolutamente naturali, quali ad esempio l’oscillazione di alcuni venti atmosferici a cadenza biennale.

L’utilizzo massiccio di gas sintetici chiamati clorofluorocarburi, utilizzati per spray aerosol o nei frigoriferi, ha contribuito a ridurre lo strato di ozono. Questo perché una volta che i gas raggiungono l’atmosfera, vengono scomposti dalle radiazioni ultraviolette solari liberando molecole di cloro. Il cloro scompone a sua volta l’ozono e la diminuzione di ozono consente ale radiazioni ultraviolette di raggiungere il suolo.

Questa tipologia di radiazioni sono potenzialmente pericolose per gli esseri viventi perché possono provocare tumori della pelle e danneggiare il sistema immunitario, oltre ad uccidere diversi microrganismi acquatici essenziali per la catena alimentare di molte specie viventi.

Nel 1987 il Protocollo di Montreal ha stabilito lo stop alla produzione di clorofluorocarburi ed ha stanziato decine di milioni di dollari per la riconversione industriale. Oltre 150 nazioni ratificarono il trattato.

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