La distruzione degli habitat non risparmia nessuno, nemmeno le foreste di mangrovie presenti lungo le coste di molti paesi tropicali e subtropicali. Da tempo la loro deforestazione viaggia a ritmi allarmanti (aumenta del 3% ogni anno in media) a causa dell’innalzamento del livello dei mari e soprattutto dei processi antropoci, in primis l’acquacoltura.

La protezione di questo habitat non è importante solo per la tutela della ricca biodiversità che vi abita, ma anche perché le foreste di mangrovie possono aiutare a prevenire la normale erosione delle coste e a mitigare gli eventi climatici estremi, proteggendo le popolazioni delle coste da tifoni e temporali sempre meno rari. Inoltre da anni si conosce il loro potenziale di stoccaggio di anidride carbonica, aiutano quindi a mitigare il surriscaldamento del clima.

Il Sud-Est asiatico oggi detiene circa il 50% del totale delle foreste di mangrovie presenti sull’intero pianeta, ma in paesi quali Indonesia e Myanmar, la loro sopravvivenza è a rischio. Un recente studio ha cercato di determinare la distribuzione spaziale delle mangrovie in Vietnam, dove occupavano circa l’1% del territorio del paese alla fine degli anni quaranta.

Per quasi un secolo la deforestazione è stata del tutto incontrollata, fino a quando nel 1990 le autorità locali hanno iniziato un processo di ripiantumazione, quasi sempre però attraverso strategie di monocoltura, povere sia in termini di biomassa che in biodiversità. La protezione di questo habitat in Vietnam è cruciale: la nazione subisce ogni anno violenti tifoni che causano in media 250 morti e dove oltre il 40% del territorio nazionale è interessato da eventi climatici estremi.

Dallo studio è comunque emerso che negli ultimi 47 anni le foreste di mangrovie in Vietnam sono aumentate del 2,3%, con picchi dell’8% nelle regioni del Nord. Il successo della riforestazione è dovuto in parte anche al coinvolgimento attivo delle comunità locali. La cittadinanza si è impegnata nella piantumazione e nel mantenimento delle nuove foreste con sopravvivenze che in alcuni casi sono arrivate al 90%.

Fonte: Forests 202112(5), 637; https://doi.org/10.3390/f12050637

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