Ambiente

Leoni in cattività: l’allarme per prevenire futuri spillover

Condizioni di forte stress aumentano lo sviluppo delle patologie nei leoni in cattività. I ricercatori hanno individuato almeno cinque malattie che sarebbero in grado di effettuare il salto di specie.

Secondo un recente studio firmato dagli esperti della Blood Lions e del World Animal Protection, le patologie potrebbero colpire anche gli esseri umani attraverso le zecche, i nematodi o zanzare. È importante sottolineare che in nessuna di queste si è già verificato il passaggio, ma la possibilità che questo possa accadere esiste, in particolar modo dove leoni e esseri umani vivono in prossimità.

I leoni in cattività spesso vengono utilizzati a fini turistici: le persone vogliono poter vedere gli animali da vicino, accarezzarli e giocare con i cuccioli. In alcuni casi vi sono dei veri parchi da caccia, dove si ricreano le condizioni naturali per simulare l’habitat del leone; coloro che pagano il biglietto possono cacciare gli animali e portarsi un trofeo a casa.

Le condizioni di stress e di chiara “innaturalità” aumentano il rischio di sviluppare patologie, tra di esse anche la tubercolosi bovina che in alcuni casi può colpire anche gli umani. Solo nel Sud Africa esistono 366 strutture che ospitano almeno 8000 esemplari in cattività, ma i numeri sono frutti di stime governative al ribasso.

“Se la pandemia ci ha insegnato qualcosa, è che non dovremmo più sottovalutare le malattie zoonotiche, in particolare i virus che possono mutare facilmente” ha riferito uno degli autori dello studio.

Fonte: Green, J., Jakins, C., Asfaw, E., Bruschi, N., Parker, A., De Waal, L., & D’Cruze, N. (2020). African lions and zoonotic diseases: Implications for commercial lion farms in South Africa. Animals, 10(9), 1692. doi:10.3390/ani10091692

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