All’inizio del percorso iniziatico, Dante, appena riuscito a ritrovare la strada si imbatte sulle oramai note tre fiere.

La lonza, il leone e la lupa sono belve terrificanti che allegoricamente rappresentano tre vizi capitali dell’uomo: la lussuria, la superbia e l’avarizia.

L’allegoria è un potente messaggio morale indirizzato alla società dell’epoca, che seppur dominata dalla potenza cristiana, vive nella più totale dispersione animica, fagocitata dal peccato e quindi dal male.

Dante utilizza gli animali, in questo caso feroci e pericolosi, per indirizzare un messaggio in maniera più incisiva. Possiamo dire che ha utilizzato l’immagine come oggi si farebbe con una foto scattata proprio per veicolare un preciso pensiero.

Nulla di nuovo poiché perfettamente in linea con le scritture sacre della Bibbia, arricchite da una vera e propria zoologia allegorica capace di rispecchiare il comportamento umano e quindi di indirizzarlo verso una certa (giusta o sbagliata che sia) moralità.

Quella che vuole sembrare una lezione pastorale può però arricchirsi di interpretazioni più profonde e meno dirette. Alcuni critici vedono nella presenza delle fiere un rimando non solo ai vizi capitali, ma soprattutto alla figura di Lucifero (mostro a tre teste), che funge da ostacolo non invalicabile, piuttosto da trascendere per il raggiungimento del regno dei cieli.

L’ostacolo luciferico diventa il mezzo di ascesi per impedire la morte dell’anima.

Libri consigliati: Animali pensati nella filosofia tra medioevo e prima età moderna,
Stefano Perfetti.

Link utili: https://nellabirintodellacommedia.wordpress.com/2019/03/13/lezioncina-eretica-1-le-tre-fiere/

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2 Commenti

  1. Sulle tre fiere consiglio la lettura di un libro appena uscito di Giuseppe Ledda, “I bestiari dell’aldilà”, dove all’associazione convenzionale lonza – lussuria, leone – superbia, lupa – avidità, propone in modo convincente e con argomentazioni solide l’abbinata lonza – frode, leone – violenza, lupa – incontinenza.

    1. Ti ringrazio per il consiglio, provvederò ad acquistarlo! Credo che con il tempo verrà meno la classica interpretazione simil-ecclesiastica a favore di una nuova critica. Non posso esprimermi sulla qualità di quest’ultima ma certamente si baserà su un pensiero più libero.

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