Storia e curiosità

Le pause sono importanti

Tutti coloro che seguono un percorso di crescita interiore sanno che i risultati non sempre arrivano quando li si desiderano. Anzi, spesso arrivano nei momenti più inaspettati, a volte invece sembrano non arrivare mai.

Il cammino che percorriamo nel mondo della conoscenza e della consapevolezza è pieno di ostacoli: la maggior parte di essi hanno origine nella nostra testa. La mente razionale è utile per tanti motivi nella nostra vita, purtroppo però può accadere che diventi un tiranno alimentato da paure ed incertezze, facendoci così perdere la bussola, disorientandoci.

Nel mio caso questo è accaduto nel pieno delle forze fisiche e spirituali, l’ostacolo più grande era diventata l’immagine allo specchio, il riflesso di una persona fiera dei risultati raggiunti ma allo stesso tempo prigioniera di un modus operandi fotocopia a tanti altri.

Diciamoci la verità: il mondo dell’olistico, della new age e della spiritualità in generale, è un mondo che vorrebbe contrapporsi ad una società malata, a meccanismi materialistici, a visioni della vita troppo distanti dalla percezione di chi invece “sente” altro oltre a ciò che vede. Allo stesso tempo però, si finisce di creare una società spirituale altrettanto malata, fatta di stigmi e pregiudizi elementari, dove il giudizio è tutto fuorché eliminato, e dove il singolo percorso di una persona viene costantemente messo sotto pressione dalla paura di non essere “abbastanza spirituale”.

Quando mi sono accorto di seguire le istruzioni del mio percorso, quasi come se fossi una torta da completare con un ricettario, mi sono trovato di fronte a due possibili scelte: la prima era cercare di cambiare strada, la seconda di fermarmi completamente.

Io ho scelto la seconda, la più semplice. Non avevo più forze, la stanchezza mentale era evidente a tutti, eppure la mia scelta, ancora una volta, fu giudicata pessima da quel mondo che si proponeva di eliminare il giudizio (non da tutti fortunatamente).

A distanza di quasi due anni posso dire di essere fiero di ciò che ho scelto. Fermarmi è stata la scelta non solo più giusta, ma anche la più spiritualmente gratificante. Perché nella pausa e nel silenzio, nel distaccamento dagli stimoli più belli ed interessanti, ho potuto osservare il mondo con più leggerezza, senza mai dimenticare le cose che avevo imparato.

La pausa, l’ozio, è stata linfa che pian piano mi ha aiutato a ritrovare gli stimoli per riprendere un percorso con più lentezza, assecondando il MIO tempo.

Le nozioni che avevo imparato e tutte le esperienze che avevo vissuto erano tante note su di uno spartito, ma senza le pause dovute erano diventate una melodia densa e difficile da ascoltare. Al momento giusto occorre inserire una pausa, breve o lunga, affinché la nostra vita possa suonare senza l’incubo della frenesia e della disarmonia.

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