Le barriere coralline della Polinesia francese e del pacifico centro-equatoriale sarebbero maggiormente protette dal fenomeno dello sbiancamento grazie ad una più intensa nuvolosità. Lo sbiancamento è un fenomeno distruttivo dell’ecosistema marino che può portare ad una lenta morte dei coralli.

Tra le cause maggiori del fenomeno vi è l’aumento delle temperature delle acque e una elevata esposizione solare. Negli ultimi venti anni il fenomeno è risultato in crescita con veri e propri sbiancamenti di massa, l’ultimo dei quali avvenuto nel 2020 nella Grande Barriera corallina australiana.

In realtà i primi dati negativi si sono registrati già a partire dagli anni ‘80, quando si osservò una maggiore mortalità dei coralli. Le ricerche si sono concentrate maggiormente sulle temperature e sull’irraggiamento solare. Un recente studio ha analizzato i dati delle osservazioni intercorse fra il 1985 e il 2017 (anche attraverso immagini satellitari) per valutare l’impatto della nuvolosità su scala globale.

Analizzando i risultati si è visto che una maggiore nuvolosità riduceva i fenomeni di sbiancamento dei coralli, tanto da suggerire un implementazione nei modelli di previsione del fenomeno, incorporando anche le nuvole fra i dati meteorologici. In questo modo sarà possibile individuare gli habitat corallini più resilienti ai cambiamenti climatici.

Fonte: Liam Lachs, John C Bythell, Holly K East, Alasdair J Edwards, Peter J Mumby, William J Skirving, Blake L Spady, James R. Guest, Fine-Tuning Heat Stress Algorithms to Optimise Global Predictions of Mass Coral Bleaching, Remote Sensing, 10.3390/rs13142677, 13, 14, (2677), (2021).

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