Storia e curiosità

Le mille “colline di cioccolata” delle Filippine

Nella provincia di Bohol, isola delle Filippine, è possibile visitare una formazione geologica molto singolare: le colline di cioccolata.

Si tratta di almeno un migliaio di colline a forma di cono che si estendono in un’area di circa 50 chilometri quadrati. Il paesaggio prende il nome grazie alla presenza della vegetazione ricca di graminacee che, durante la stagione secca, diventa color cioccolato. Solo con l’arrivo delle piogge di maggio-giugno il tappeto erboso riprende il suo colore verde brillante.

Dichiarate patrimonio dell’umanità dall’UNESCO, oggi sono la principale attrazione turistica delle isole filippine di Visayan. Le colline variano d’altezza (dai 30 ai 100 metri) e sono il risultato dell’erosione ad opera degli agenti atmosferici.

Le specie vegetali maggiormente presenti sono l’Imperata cylindrica e il Saccharum spontaneum (entrambe Graminacee) mentre sul fondo delle colline vengono coltivati cereali e riso per la popolazione locale. La presenza concomitante di interessi economici, produttivi e turistici hanno fomentato diverse battaglie legali nel corso dei decenni.

Se da una parte la presenza dei turisti ha favorito il commercio e l’economia locale, dall’altro si sono riscontrate problematiche sul piano della sicurezza, del traffico e della sostenibilità ambientale. Il clima si è fatto maggiormente pesante durante gli anni 2000, quando la popolazione del posto si è ritrovata al centro fra speculatori e guerriglieri locali.

Diverse sono le leggende che animano il luogo: secondo una di queste, le colline di cioccolata sono lacrime versate dal gigante Arogo, straziato dal dolore per l’amore non corrisposto di una ragazza di nome Aloya. Un amore malato che spinse il gigante a rapirla, ma essa si ammalò velocemente per poi morire.

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