La lattoferrina è una glicoproteina ferro-trasportatrice conosciuta anche per la sua attività antibatterica e antifungina.

Prodotta dalle cellule epiteliali delle mucose di molte specie animali (mammiferi) tra cui anche l’uomo, si può trovare facilmente in molti fluidi corporei come il latte, la saliva e le lacrime.

Nelle lacrime la lattoferrina rappresenta circa il 25% del totale proteico e oggi si sa che individui in salute ne producono maggiori quantitativi. Nelle persone con patologie oculari la secrezione diminuisce notevolmente cosi come nei soggetti più anziani.

La sua azione anti infiammatoria, antimicrobica e antiossidante fa si che questa proteina risulti estremamente importante per il mantenimento della salute degli occhi.

Una recente review pubblicata sull’International Journal of Molecular Sciences si è posta l’obiettivo di valutare e riassumere le evidenze terapeutiche sull’utilizzo della lattoferrina per le malattie oculari. Si è inoltre valutata la sua capacità antivirale.

Dagli studi esaminati si evidenzia la capacità di migliorare l’idratazione oculare quando si è in presenza di secchezza patologica, ovvero in quelle situazioni in cui vi sono aree dell’occhio dove il film lacrimale evapora fino a lasciare ampie zone disidratate.

Per quanto riguarda l’azione antimicrobica, gli studi presi in considerazione mettono in risalto la capacità di prevenire patologie batteriche causate spesso da Escherichia coli e Haemophilus influenzae, ma anche capacità antivirali, in particolar modo contro l’HSV (herpes simplex virus).

Ciò avviene grazie ad un meccanismo studiato in vitro, ovvero impedendo la concentrazione virale sulla superficie cellulare (e quindi la sua rapida diffusione) legandosi ai recettori cellulari.

Saranno necessari futuri studi per valutare terapie efficaci non solo contro le patologie oculari per cui oggi la lattoferrina mostra evidenze certe, ma anche per altre condizioni (causate anche da agenti virali) dove potrebbe essere utilizzata come agente terapeutico singolo o combinato.

Fonte: qui

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