Esistono di svariate dimensioni, tipo, forma e figura rappresentata. Il puzzle ha una storia molto più recente rispetto hai giochi da tavola che hanno origine antichissime (erano presenti tra gli antichi Egizi).

Il primo puzzle (dall’inglese “jigsaw puzzle”, rompicapo) fu realizzato in Inghilterra nel 1767 dal cartografo e precettore John Spilsbury. Consisteva nel fissare un planisfero ad una tavola in legno per poi separare le singole nazioni con un seghetto; gli studenti dovevano poi ricomporre la cartina: era dunque utilizzato come metodo didattico.

Ebbe fin da subito un grande successo tanto che Spilsbury realizzò con la stessa tecnica mappe con temi sempre più specifici, ma sempre geografici. Essendo un prodotto artigianale ed unico, era molto costoso e in pochi potevano permetterselo come i figli della nobiltà e della ricca borghesia europea e americana.

Con il passare degli anni veniva impiegato del legno meno costoso, le illustrazioni non riguardavano solo mappe ma anche animali, illustrazioni ed arte, diventando così un passatempo più economico.

A partire dagli anni ’10 del novecento, fu introdotto il puzzle interlocking (ad incastro) e negli anni successivi fecero la sua comparsa i puzzle personalizzati (par puzzle) su commissione con bordi irregolari (genere tutt’ora di nicchia e ricercato).

Solo negli anni ’50 il legno è stato sostituito dal cartone permettendo la riproduzione di stampe in altissima qualità.

Ad oggi possiamo trovare puzzle di qualsiasi dimensione (il più complesso in commercio è composto da 32.000 pezzi, mentre il più grande ne ha 1.076.820) e di diverso tipo come quelli in 3D, i puzzle ball (a forma sferica), i double-face (con un’immagine ambo i lati), con illusioni ottiche e in realtà aumentata.

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