Storia e curiosità

La magia delle bolle di sapone

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Amate da grandi e piccoli, le bolle di sapone sono in grado di incantare chiunque, anche gli scienziati. Si formano grazie al modo in cui il sapone modifica la tensione superficiale dell’acqua (una bolla fatta da un liquido puro da solo non è stabile) e “sceglie” la forma sferica perché questa possiede la minima superficie per un dato volume.

Quando è investita dalla luce si illumina di migliaia di colori, è iridescente per via dall’interazione con la luce solare dovuta in particolare alla sottigliezza del film. La cosa sorprendente però, avviene quando esplodono dove si può ascoltare un chiaro “POP”.

Adrien Buissonnière e i suoi colleghi della Sorbona, a Parigi, hanno pubblicato su Physical Review Letter una spiegazione di questo fenomeno. I ricercatori hanno creato decine di bolle con una siringa, poi le hanno lasciate scoppiare o bucate con uno spillo quando arrivavano a 1 cm di diametro.

Illuminando, hanno creato sulla loro superficie riflessi di vari colori, corrispondenti a diversi spessori della patina di acqua e sapone, e ripreso il tutto con fotocamere ad alta velocità. Nel frattempo, registravano con microfoni molto sensibili il rumore dello scoppio. Hanno cosi scoperto che quando una bolla scoppia, la patina attorno al punto di rottura diventa più spessa, e questo aumento di spessore si propaga come un’onda lungo il resto della superficie della bolla.

Alle spalle di quell’onda rimane invece uno strato di acqua e sapone più sottile, che permette all’aria che prima era dentro la bolla di espandersi rapidamente e causare così il “POP”. Un suono, infatti, è un’onda di pressione che si propaga nell’aria. Una seconda onda sonora arriva subito dopo, quando la patina si sfalda e l’aria può fuoriuscire completamente.

Fonte Focus

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