Il romanzo distopico di Orwell “La fattoria degli animali” è da considerarsi un caposaldo della letteratura inglese. Un libro che tutti dovrebbero leggere almeno una volta nella propria vita.

Pubblicato al termine della seconda guerra mondiale, ne rispecchia i sentimenti e le tematiche che però vengono trattate con astuta ironia e con metafore eclatanti.

Ispirato al regime sovietico, è un libro fortemente critico nei confronti dei totalitarismi (protagonisti del ‘900) e della loro cultura piramidale che tende a schiacciare i più deboli e i diversi.

La vena satirica spinge alla riflessione sull’ipocrisia di una società di animali che vuole ribellarsi al potere umano. I maiali tenderanno però a ripercorrere le malvagità e gli orrori di coloro che disprezzavano.

Trovo centrale il tema dell’ignoranza che spesso diventa il veicolo fondamentale per un controllo totalitario. Gli animali reprimeranno i loro sentimenti e le loro perplessità perché facilmente manipolabili: le notizie e i comandamenti di una rivoluzione possono essere cambiati senza fatica ad un popolo che non sa né leggere né scrivere.

Nel libro vengono poi fuori l’omertà di chi sa ma non parla, del menefreghismo e della religione come unica ancora di speranza (rappresentata da un corvo!).

Non basta ribellarsi al potere se non si è abbastanza liberi: si rischia di tramutare se stessi nel potere che in precedenza si voleva combattere.

L’emblema del libro è racchiuso in questa frase: Tutti gli animali sono uguali, ma alcuni sono più uguali degli altri.

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1 Commento

  1. L’ignoranza è la madre dello schiavo. La conoscenza è il processo della liberazione. Libero è quello che cerca sempre il vero senso del sapere, vivendo con coraggio la propria libertà e rispettando la libertà degli altri. Il libero è una persona forte e per questo non è mai potente o prepotente. La libertà serve per governare se stesso.

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