Storia e curiosità

La casuale e fortunata scoperta del Teflon

960px The surface of PTFE film Mocharskyi

Un pizzico di fortuna non guasta mai, anche nell’innovazione scientifica e tecnologica. La scoperta del Teflon è certamente il risultato tra la casualità sperimentale e la curiosità di chi l’esperimento lo sta osservando.

Il Teflon è un materiale di comune utilizzo il cui nome commerciale è diventato popolare grazie alle padelle antiaderenti. Ma il polimero, che si chiama in realtà politetrafluoroetilene, ha numerosi impieghi nell’industria elettrica, meccanica e anche nella medicina.

Fu scoperto causalmente nel 1938 dal dottor Roy Plunkett, che all’epoca lavorava presso un laboratorio di chimica sul contenuto di alcuni refrigeranti. Durante un esperimento si accorse che un serbatoio contenente tetrafluoroetilene in gas aveva una “mancanza” dello stesso gas pari a 10g. Aperto il serbatoio notò una sostanza bianca e scivolosa che rivestiva le pareti del contenitore.

Iniziò quindi a studiare il nuovo materiale e capì da subito che esso era dotato di proprietà straordinarie. Era praticamente indissolubile, inerte e resistente alle alte temperature. Nel 1945 il materiale venne registrato come “Teflon” per uso commerciale.

La fortuna del Teflon è dovuta ai suoi più disparati impieghi che vanno ben oltre le pentole in cucina. Dagli anni ’60 infatti, è stato utilizzato nelle industrie per la realizzazione di guarnizioni o dei tergicristalli. Trova impiego anche come isolante elettrico o come ingrediente lubrificante nell’industria meccanica.

Anche numerosi prodotti medicali sono realizzati in Teflon. Essendo una delle poche sostanze che il corpo umano non rigetta, viene utilizzato per la realizzazione di valvole cardiache o per le giunture delle ginocchia.

Negli anni si è diffusa la convinzione che il polimero potesse essere pericoloso per la salute. In particolare la questione riguarderebbe le pentole antiaderenti e il rischio di sviluppare tumori. Gli studi condotti si sono soffermati su un prodotto utilizzato per la sintesi del Teflon, il PFOA, che è classificato come “possibilmente cancerogeno per l’uomo”.

Proprio per questo dallo scorso luglio 2020 sono entrate in vigore restrizioni sulla fabbricazione e commercializzazione dei PFOA. L’utilizzo corretto dei prodotti contenenti Teflon garantisce la sicurezza necessaria e gli accorgimenti sono basilari, come l’evitare di scaldare la padella a vuoto, per evitare di raggiungere temperature troppo elevate (che con oli di qualità non si raggiungono) o di sostituire i tegami se rovinati o graffiati. In ogni caso le nuove produzioni di pentole antiaderenti non conterranno PFOA.

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