La caciara, conosciuta anche come capanna a Tholos, è una capanna in pietra a secco costruita e fruita dai pastori degli Appennini dell’Italia centrale, in particolare di marche e abruzzo.

La transumanza ha creato nei secoli una stretta relazione tra i pastori dell’Appennino centrale e il Tavoliere delle Puglie, infatti si può notare una costruzione simile ai trulli in puglia.

Esistono non molti esemplari, alcuni in buone condizioni mentre altri sono ormai dei semplici resti in pietra, circa cinquanta dislocati soprattutto sulla Montagna dei Fiori e sui Monti Gemelli.

Venivano utilizzate dai pastori del posto come riparo durante il pascolo, per la lavorazione e per il deposito temporaneo dei formaggi o come ricovero per gli attrezzi da lavoro da utilizzare per i terreni siti più in quota e quindi più difficili e più faticosi da raggiungere.

Ci sono diverse ipotesi riguardo l’origine del nome. La prima potrebbe derivare da “cacio” e quindi luogo dove si produce e si conserva il formaggio, la seconda invece da “caciara” nel significato di “chiasso”, “confusione”: essendo utilizzata come deposito per gli attrezzi da lavoro di vari pastori, si poteva creare una certa confusione tra loro che comportava risse e chiasso.

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