Ambiente

Invasione di locuste, tra crisi ed opportunità per l’Africa

invasione di locuste

200 miliardi di locuste. Il numero è impressionante e potrebbe salire ancora. Il Corno d’Africa, il Kenya e l’Uganda stanno fronteggiando la peggior invasione da 25 anni a questa parte.

La FAO ha avvertito le autorità locali che la stagione secca potrebbe far aumentare il numero di esemplari centinaia di volte poiché il clima estivo favorisce l’accoppiamento. Se l’invasione colpisse altre nazioni l’Africa potrebbe trovarsi nuovamente in gravi difficoltà.

Le locuste sono insetti famelici, divorano in pochissimo tempo i raccolti di granturco e sorgo. Per popolazioni che lavorano un intero anno all’agricoltura di sussistenza questo potrebbe significare restare senza cibo.

Qualcuno sta tentando di correre ai ripari: fronteggiare la piaga ora potrebbe rivelarsi più utile rispetto ad agire a fine invasione, quando oramai i raccolti sono andati perduti.

In Kenya le università della capitale stanno esortando la popolazione a consumare gli insetti. L’apporto nutrizionale è interessante poiché le locuste contengono grassi e proteine. Possono essere consumate in padella, arrostite o fritte.

A qualcuno potrebbe far storcere il naso, ma se ci pensiamo bene, l’insetto biblico non è poi tanto lontano come aspetto ad un gamberetto che abitualmente mangiamo. Inoltre il consumo della locusta può essere un valido deterrente all’uso spropositato di insetticidi inquinanti che la popolazione, stremata, sta usando per difendersi.

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