Un recente studio pubblicato su PNAS ha messo in luce i danni che l’inquinamento atmosferico può provocare al cervello. Infatti, mentre i danni a carico del sistema respiratorio sono ben noti e largamente studiati, quelli che riguardano l’organo cerebrale sono meno conosciuti.

Lo studio, condotto negli Stati Uniti, si è concentrato sulle polveri sottili. In particolare sono stati esaminati il PM10 e il PM2.5, polveri micrometriche che rimangono sospese in aria per lungo tempo.

I neurotossicologi hanno evidenziato che queste particelle, una volta inalate, vengono trasportate al cervello tramite il nervo olfattivo, superando di fatto la barriera ematoencefalica.

Le polveri sottili trasportano con esse numerosi metalli pesanti, che possono danneggiare e compromettere seriamente il cervello. Nei topi ad esempio, compromettono la memoria, la capacità di orientamento e l’apprendimento.

Nel mondo oltre il 90% delle persone respira aria inquinata a tal punto da superare i parametri dell’OMS. I livelli delle polveri sottili in America sono tornati a salire dal 2016, dopo essere scesi del 40% in quindici anni. A detta degli studiosi, l’incremento è stato causato dagli incendi, più numerosi e violenti anche a causa dei cambiamenti climatici.

Link allo studio qui

Ti potrebbe interessare

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *