La provincia del Nusa Tenggara in Indonesia sta fronteggiando una grave carenza di acqua potabile già da un anno. Deforestazione ed estrazioni minerarie sembrano essere due delle maggiori concause.

Secondo recenti reportage oltre il 30% della popolazione non ha accesso all’acqua nella propria abitazione e numerose sono le persone (anche bambini) che devono percorrere diversi chilometri per raggiungere le autocisterne a gestione privata.

Il problema, aggravatosi nel tempo, non riguarda più solo le regioni rurali della provincia ma anche le aree urbane e la stessa capitale Kupang. I danni ai bacini idrografici dipenderebbero dalle attività antropiche che nel corso degli anni hanno deturpato l’ambiente, fra cui l’industria mineraria che conta oltre 70 siti di estrazione, alcuni dei quali localizzati in aree forestali teoricamente protette.

Particolarmente colpiti sono gli agricoltori locali che faticano a praticare anche la sola agricoltura di sussistenza per le proprie famiglie. I residenti sono costretti a spendere anche 28 dollari al mese per la sola acqua potabile, in una regione dove il salario si aggira sui 135 dollari mensili.

Le associazioni del territorio fanno sapere che al momento le autorità locali non sono in grado di dare risposte concrete al problema idrico mentre il governo centrale pubblica dati contrastanti sull’accesso all’acqua potabile.

Crediti: Photo by Jeff Ackley

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