Medicina e salute

Il sale e l’Alzheimer

Alzheimer

Recentemente uno studio pubblicato su Nature Neuroscience e condotto dal Weill Cornell Medicine ha messo in luce la possibile correlazione fra il consumo eccessivo di sale e l’insorgere dell’Alzheimer.

In precedenza già altre ricerche avevano sollevato la questione, ma in questo caso i ricercatori sembrano averne trovato il motivo: l’eccesso di sale, come è noto, riduce la produzione di nitrossido nei vasi sanguigni e questa riduzione si traduce nell’instabilità della proteina TAU nei neuroni.

L’accumulo di questa proteina nel cervello favorirebbe l’Alzheimer; nello studio infatti, i topi venivano alimentati con cibi arricchiti di sale, il che favoriva l’instabilità della proteina, ma allo stesso tempo davano loro un anticorpo che ne promuoveva la stabilità. Il processo quindi è risultato reversibile.

Lo studio risulta importante perché conferma ancora una volta la centralità dell’asse intestino – cervello e del ruolo dell’alimentazione nella prevenzione di alcune patologie.

Ovviamente si tratta di una ricerca primordiale, che andrà confermata da successivi studi, considerato anche il fatto che i topi venivano alimentati con dosi molto maggiori rispetto al consumo di sale raccomandato dall’OMS, circa 4 grammi al giorno.

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