Storia e curiosità

Il ponte naturale di Rockbridge in Virginia

Un tempo luogo sacro delle tribù native dei Monecan, oggi attrazione naturalistica a pagamento. Il ponte naturale della Contea di Rockbridge, in Virginia, ha affascinato fin da subito i primi esploratori europei, tanto da diventare il protagonista di numerosi racconti più o meno inventati.

Per ponte naturale si intende una formazione geologica che l’acqua e il tempo hanno creato senza alcun intervento umano. In questo caso il ponte si è venuto a formare grazie al lavoro incessante del piccolo fiume Cedar Creek che ha scavato il terreno calcareo di quella che un tempo poteva essere una grotta. Lo strato orizzontale rimasto intatto è ciò che rimane dell’erosione.

Le rocce dell’area comprendente il ponte sono del periodo Ordoviciano. Si parla quindi di depositi risalenti ad almeno 450 milioni di anni fa. Il processo di formazione esatto è ancora oggetto di studi, ma gli elementi certi sono senza dubbio la capacità dell’acqua di dissolvere lentamente i carbonati e la presenza di numerose fratture che hanno facilitato il collasso di una parte delle rocce.

Il ponte naturale di Rockbridge è alto ben 66 metri e l’arco raggiunge l’ampiezza di 27 metri. È considerata una delle attrazioni naturali più famose e visitate nel corso del diciottesimo e diciannovesimo secolo, tanto da essere inserita nella lista delle sette meraviglie del mondo moderno.

Della sacralità del luogo è rimasto ben poco, tra hotel, ristoranti e installazioni luminose per le visite notturne. Resiste tuttavia l’impatto diretto con le forze plasmatrici del suolo, che continua ad ispirare i pittori, così come accadde per David Johnson che realizzò una delle sue opere più famose.

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