Storia e curiosità

Il pittore Adolf Hitler

La bocciatura da parte dell’Accademia di Belle Arti di Vienna è storia. Per molto tempo Adolf Hitler ha vissuto ai limiti della povertà assoluta proprio a Vienna, dove si guadagnava da vivere dipingendo piccole cartoline che poi rivendeva a passanti e turisti.

Scappato a Monaco per evitare di arruolarsi nell’esercito austriaco, ha continuato a dipingere quadri che vendeva porta a porta. La pittura non l’ha abbandonata nemmeno sul fronte (si arruolò nell’esercito tedesco) dove rappresentava immagini e stati d’animo cupi, ovviamente influenzato dagli orrori della guerra.

Sappiamo che per ben due volte fu bocciato dall’Accademia viennese, nel 1907 e nel 1908. Tentò quindi di accedere ad Architettura, ma non avendo completato gli studi superiori non poté accedervi.

La delusione fu un elemento aggiuntivo alla fragilità della mente dell’uomo che poi si sarebbe rivelato nel suo animo più politico, sebbene si sentisse a tutti gli effetti un artista. Nel 1939 disse infatti all’ambasciatore britannico in Germania che la sua carriera politica era funzionale solo alla questione polacca, e che sarebbe voluto morire da artista e non da politico.

Fortemente ispirato al classicismo greco e romano ma riluttante nel considerare il modernismo come arte valida, tentò in futuro di denigrare gli artisti tedeschi affermati, che in molti casi furono costretti a rifugiarsi in altri paesi europei o negli Stati Uniti.

La maggior parte dei critici di allora ritenne il lavoro di Hitler scadente, lo scarso talento lo limitava a paesaggi cittadini, molto raramente si dedicò a ritratti di persone o animali. In rari casi la critica fu più clemente, affermando che vi era un briciolo di talento ma non era sostenuto da una buona tecnica.

Dopo la seconda guerra mondiale numerosi dipinti furono sequestrati dagli americani, altri invece furono venduti a privati (vi è sempre stato un fiorente mercato nero delle sue opere). Dall’inizio del ventunesimo secolo alcune opere sono state vendute all’asta.

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