Medicina e salute

Il mito dello zucchero di canna

zucchero di canna

Negli ultimi anni si è assistito alla demonizzazione (forse sbagliata) dello zucchero bianco, come fosse la causa di ogni male. Certamente è vero che ridurne il consumo sarebbe una scelta salutare, specialmente per bambini e ragazzi abituati a merende e snack dolci sovraccarichi di zuccheri, d’altra parte però il consumo degli italiani si è spostato sull’altra tipologia di zucchero, quello di canna, che viene spesso considerato più salutare. Ma è davvero cosi?

Sostanzialmente no. Il dirottamento dei consumatori è avvenuto negli anni grazie ad attente campagne promozionali.

Lo zucchero di canna è composto quasi esclusivamente da saccarosio (96%), l’unica differenza nutrizionale è la presenza di un piccolo quantitativo di sali minerali e vitamine assenti nello zucchero bianco, che si rivelano essere però inutili nell’apporto giornaliero consigliato, perché per poterne assumere a sufficienza dovremmo consumare quantità di zucchero spropositate.

Altra informazione scorretta è quella relativa alla raffinatezza dello zucchero. Quello bianco, ossia raffinato, spaventa perché va a perdere la purezza naturale del prodotto. Dobbiamo però considerare che anche lo zucchero grezzo di canna subisce il processo di purificazione, ma semplicemente ci si ferma prima, lasciando quindi un po di melassa, che ne caratterizza il colore marroncino.

Allora dovremmo chiederci, ma perché lo zucchero di canna costa di più? Semplice: marketing.

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