La forfora è un disturbo comune del cuoio capelluto che deriva dalla desquamazione di pelle morta e che in alcuni casi può essere accompagnata da dermatite e prurito.

Colpisce oltre il 50% della popolazione, con maggior incidenza nei maschi e negli adulti rispetto ai bambini. Non è contagiosa ed è stata spesso associata, erroneamente, ad una scarsa igiene e cura di sé.

Le cause sono state a lungo un mistero: si pensava a fattori ormonali, all’alimentazione scorretta, allo stress. Negli ultimi anni le ricerche sembravano aver trovato i veri colpevoli, i Malassezia. Si tratta di lieviti che si nutrono del sebo della nostra pelle e che tendono a farla desquamare a causa di un eccessiva presenza di acido oleico.

Il problema è che questi lieviti sono stati trovati anche nella cute di chi non soffre di questo disturbo. Le ricerche condotte successivamente hanno osservato che “probabilmente” (il condizionale è d’obbligo) la causa si nascondeva su altre popolazioni della nostra testa: i batteri.

Più precisamente i Staphylococcus, che sono presenti in tutte le teste degli esseri umani, ma con equilibri diversi (siamo popolati da batteri) tra chi soffre del disturbo e chi no. Dove vi era forfora la popolazione di staphylococcus aumentava di quasi il doppio.

Anche in questo caso si tratterebbe di una questione di equilibrio tra le diverse popolazioni batteriche. Queste ricerche e quelle future potranno aiutare a creare e commercializzare prodotti in grado di ristabilire l’ordine sulla nostra testa, magari non nell’ottica di sterminare questo o quel batterio, piuttosto nel risolvere un disequilibrio le cui cause restano ancora da identificare.

In ogni caso, il trattamento di questa patologia è nella maggior parte delle volte utile a risolvere un malessere psicologico piuttosto che fisico. È raro infatti che la forfora crei disturbi più gravi di una percezione sbagliata dell’igiene personale.

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