”Tassili N’Ajjer” è un massiccio montuoso dove la geologia incontra l’arte rupestre e diverse leggende susseguitesi nel tempo. Lo stesso nome sta ad indicare “massiccio dei tuareg di N’Ajjer” e si estende per diverse centinaia di chilometri fra il confine algerino e quello libico.

Terra arida ed apparentemente spoglia, custodisce in realtà antiche pitture raffiguranti cacciatori ed animali selvatici. Il clima desertico si scontra con l’imponente monte Afao che si eleva per oltre 2000 metri di altezza.

Non è tanto la catena montuosa ad attrarre i turisti di tutto il mondo: a Tassili è possibile esplorare un altopiano di arenaria ricco di spaccature, pinnacoli, burroni e antichi letti di fiume oramai prosciugati. La presenza di alte torri rocciose rende l’idea di quanto l’acqua fosse importante in questo territorio, nei tempi remoti di quando il Sahara era terra ricca di torrenti e vegetazione.

Il clima desertico ha modellato le rocce. Il lavoro costante del vento e della sabbia ha reso il luogo particolarmente suggestivo. Ciò non deve indurre a pensare che Tassili sia un luogo disabitato che vive di passato. Resistono infatti i cipressi nodosi secolari che cercano l’acqua nelle falde più profonde e diverse specie animali, tra cui la monachella nera testabianca (Oenanthe leucopyga), che predilige ambienti desertici e si ciba prevalentemente di insetti.

Nel massiccio sono numerosi i dipinti rupestri rinvenuti che raccontano di una vita del luogo assai più frenetica rispetto ad oggi. Gran parte delle riscoperte le si devono al gruppo di ricerca dell’etnologo Henri Lhote, che dedicò numerosi anni di studio sul posto. Le opere pittoriche possono essere suddivise in tre diversi periodi storici che vanno dall’8000 a.C. al terzo secolo a.C.

Tra le raffigurazioni vi sono uomini in vesti cerimoniali e numerosi animali della savana, come elefanti e pecore. Poi ancora cammelli, struzzi e momenti di vita quotidiana, come la macinazione del grano (a mano, attraverso il pestaggio).

Oggi il luogo fa parte di un complesso Parco Nazionale Algerino ed è stato nominato patrimonio mondiale dell’umanità dall’UNESCO.

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