Un recente studio condotto dal Massachusetts Institute of Technology, ha ricostruito la storia del clima del deserto del Sahara negli ultimi 240.000 anni, scoprendo che periodicamente ogni 20.000 anni, la più grande distesa sabbiosa della terra si trasforma in un rigoglioso giardino.

Nello studio sono stati analizzati dei depositi delle polveri presenti nelle coste dell’Africa settentrionale che sono stati trasportati nel corso degli anni dall’azione del vento. Oltre a polvere e fossili si può trovare una certa quantità di torio, sostanza che si forma dal decadimento dell’uranio radioattivo presente in modo naturale negli oceani.

Quando il Sahara è più secco e arido la quantità di polvere che arriva in mare è maggiore e il torio presente nei sedimenti è più concentrato. Al contrario, quando il Sahara diventa più umido la quantità di polvere sarà minore così come la quantità di torio. Tale differenza di torio si ripete ciclicamente ogni 20.000 anni.

Il motivo di tale cambiamento, secondo David McGee (del MIT), è da ricondurre all’inclinazione dell’asse terrestre che oscilla tra i 22,5° e i 24,5° (l’attuale inclinazione sul piano dell’orbita è di 23,27°) in periodi di 40.000 anni circa, in grado di influenzare i monsoni di tutto il pianeta facendo aumentare ciclicamente l’umidità presente nel deserto.

Lo studio scientifico.

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