Storia e curiosità

Il flipper, un gioco che ti manda in “tilt”

flipper

Il flipper (nome utilizzato in Italia, Francia e altri paesi europei) o pinball, è un gioco di abilità con il quale si mettono alla prova velocità, prontezza di riflessi e capacità di reazione.

Nato dal gioco “bagatelle“, costituito da un piano circondato da otto buche ed una al centro, assunse un’altra forma quando si decise di inclinare il piano, inserire un pistone a molla per lanciare la palla e aggiungere delle alette (pin) in modo da far rimbalzare la pallina (ball).

Iniziò a prendere piede nei bar a partire dagli anni cinquanta; non ebbe, però, “vita facile”. Fu associato al gioco d’azzardo poiché, visto il costo esiguo di una partita e la sempre più crescente popolarità, i primi modelli implementavano un sistema di ricompense. Con il passare degli anni e lo sviluppo di macchine elettromeccaniche, il gioco divenne sempre più popolare finché con l’avvento dei videogiochi, stanno pian piano scomparendo dai locali di tutto il mondo.

La caratteristica tipica dei flipper è il tilt (in inglese letteralmente “inclinazione”, “ribaltamento”), un sistema di sicurezza che causa l’interruzione della partita e di solito l’accensione di una spia luminosa “tilt”. Viene attivata quando l’apparecchio subisce forti sollecitazioni fisiche esterne con lo scopo di dissuadere il giocatore dall’effettuare mosse troppo violente, considerate scorrette.

Derivano proprio dal flipper le espressioni “andare in tilt“, “essere in tilt“, per indicare apparecchi elettronici che hanno dei malfunzionamenti oppure persone che perdono il controllo o si bloccano rovinosamente nello svolgere il loro compito.

Una variante del flipper è il Bingo che a differenza del flipper non possiede le tipiche “alette”.

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