Ambiente

Il dramma dell’infertilità in un mondo sempre più inquinato

Quali sono gli effetti della presenza di inquinanti sulla fertilità delle specie animali? L’argomento è sempre più studiato, per ovvie ragioni, e ciò che esce dalle pubblicazioni scientifiche è senza ombra di dubbio allarmante.

Una recente ricerca pubblicata su Aquatic Toxicology ha evidenziato l’impatto sulla fertilità in animali, come i Gamberetti, in aree particolarmente inquinate. Si è scoperto che questi animali, sulla costa meridionale dell’Inghilterra, hanno il 70% in meno di sperma rispetto agli individui della stessa specie in località meno inquinate. Studi simili furono condotti su diverse specie animali, inclusi gli esseri umani, e i risultati furono in linea con quanto recentemente scoperto.

A differenza di quanto accade normalmente, i gamberetti oggetto di studio provenivano da acque non trattate. Il luogo scelto non è stato casuale: infatti il sito viene spesso colpito da forti mareggiate, che tra le altre cose sono in continuo aumento a causa del cambiamento climatico. Ciò significa che gli animali studiati possono essere stati maggiormente esposti ad un numero molto più importante di inquinanti di diverse tipologie, attraverso le acque reflue, le discariche, le vernici e altri prodotti chimici di scarto.

I ricercatori che hanno preso parte ai lavori hanno definito i gamberetti come “i canarini nella miniera”, questo perché si pensa che la situazione del gamberetto sia in realtà solamente la punta dell’iceberg di un problema di infertilità molto più importante e che riguarda gli individui di sesso maschile di tantissime specie animali.

L’argomento è molto complesso e gli effetti di alcune sostanze chimiche non sono ancora ben studiati. Da tempo gli scienziati pensano che alcuni problemi di fertilità maschile siano legati all’inquinamento, è difficile però capire di quali inquinanti si stia parlando perché non tutte le sostanze chimiche sono state studiate e gli effetti non vengono adeguatamente monitorati nel corso del tempo.

I ricercatori sperano che lo studio possa alimentare la ricerca e il dibattito sull’argomento dell’infertilità legato agli inquinanti. Nel corso degli anni si è osservato un calo mondiale del numero di spermatozoi degli esseri umani e più di una ricerca ha dimostrato che in numerosi paesi un ragazzo che nasce oggi avrà la metà del numero di spermatozoi di suo nonno.

Fonte: Rosie S. Williams et al. Polychlorinated biphenyls are associated with reduced testes weights in harbour porpoises (Phocoena phocoena), Environment International (2021).

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