Storia e curiosità

Il Coronavirus scoperchia le fragilità

Stiamo vivendo un periodo storico e dobbiamo esserne consapevoli. La pandemia che il mondo sta attraversando consegnerà ad ogni scienza (scientifica e umanistica) una mole di dati impressionante.

Quando si dice che tutto presto tornerà alla normalità si sta commettendo un errore molto pericoloso. La normalità a cui si aspira è stata per troppo tempo il velo che ci ha impedito di vedere la deriva decadente delle nostre società.

Paolo Poli diceva che i potenti hanno sempre avuto il privilegio di osservare le guerre dai balconi: sembrerà assurdo ma oggi i potenti siamo tutti noi. Chi combatte la guerra è la fuori, negli ospedali e nei supermercati.

C’è però un’altra guerra che tanti stanno vivendo, una guerra interiore che spaventa forse anche più del virus. Questa pandemia ha scoperchiato le verità dei fragili, le vite degli ultimi e fatto crollare il castello di carte di un welfare soffocato da interessi diversi.

Qualcuno non potrà affacciarsi dai balconi o godersi il sole in giardino perché dovrà accontentarsi di una soffitta angusta. La solitudine degli anziani che per sopravvivere interiormente sfidano la sorte e si recano all’alimentare per la terza volta in un giorno; non è coraggio ma necessità.

L’isolamento obbligatorio ha reso più vulnerabili le persone già sole, e non solo fisicamente. I centri anti violenza non ricevono chiamate perché il mostro è in casa e sperare che tutto andrà bene diventa più una preghiera di terrore.

Ci sono poi i “diversi”, gli autistici ad esempio. Per loro uscire di casa può essere una terapia, interrompere una routine si trasforma in un’impresa titanica. Segnalazioni di genitori multati arrivano ogni giorno, ma come fare per evitare crisi e tensioni?

Il virus ci sta mostrando una triste verità che abbiamo provato ad ignorare: siamo sempre più soli, più digitali certo ma meno umani. In queste situazioni però possiamo dare il meglio e provare a cambiare abitudini; perché non si può tornare alla normalità, forse ne dobbiamo fabbricare una nuova o forse potremmo cominciare a farne a meno.

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1 Commento

  1. La normalità non esiste. Forse se ne accorgeranno tutti quelli ai quali la situazione attuale ha distrutto la norma nella quale vivevano. Spesso si è tentati di credere che la norma nella quale viviamo, a volte senza neanche accorgerci, è la normalità. Così, disgraziatamente, cerchiamo di ristabilire sempre quella.

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