Storia e curiosità

Il bello dell’idea contraria

idea contraria

Meno idee si hanno e meno si è disposti a cambiarle

Michelangelo non era certo uno sprovveduto e ritengo che la sua citazione sia calzante per il concetto (oltretutto semplice) che vorrei esprimere.

In quest’epoca di divisionismo assoluto è sempre più difficile mantenere o sviluppare l’elasticità mentale e di pensiero che un uomo in cammino dovrebbe possedere.

Siamo generatori di idee, delle volte geniali e altre volte banali, ma sono loro a nutrire il nostro animo. Quello che spesso risulta difficile è accettare l’idea altrui, giusta o sbagliata che sia, per poter mettere in discussione la propria, non tanto per cambiarla piuttosto per ampliarla o migliorarla.

Goethe scriveva che ogni parola che l’uomo pronuncia stimola involontariamente l’idea contraria. La posizione che avremo di fronte all’idea dell’altro può essere costruttiva o distruttiva.

Se poniamo più persone di fronte ad un paesaggio mozzafiato esse racconteranno diversamente la loro visione: c’è chi coglierà l’aspetto più naturalistico, chi quello più emotivo, di certo ogni loro punto di vista non potrà essere considerato falso rispetto al nostro. Sarà la visione di insieme di tutti i racconti ad avvicinarsi alla verità del paesaggio, che comunque non potrà essere raccontata in maniera del tutto obiettiva.

Il bello dell’idea contraria sta proprio nel considerarla un arricchimento. È un esercizio difficile delle volte, poiché dobbiamo ridimensionarci nella nostra soggettività di pensiero, ma se esercitato come lavoro quotidiano può diventare stimolate e produttivo.

La verità di un concetto (tralasciamo i teoremi) è dato dalle somme di diverse angolazioni di pensiero. Le divisioni sterili e le lotte senza fine possono portare solo alla consapevolezza della pochezza del proprio lavoro interiore.

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