Medicina e salute

Cresce tra i giovani l’incidenza di cancro al colon

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Negli ultimi anni si sono moltiplicate le campagne di sensibilizzazione e di screening del cancro al colon, sebbene queste riguardassero una fascia di età ben specifica, 50-70 anni, statisticamente più colpita rispetto alla popolazione più giovane.

Sta crescendo però l’incidenza del tumore tra i più giovani, in particolare nella popolazione sotto i trent’anni di età, soprattutto nei paesi occidentali. Le cause esatte di questo aumento nei giovani non si conoscono ancora: alcuni scienziati hanno ipotizzato che il consumo di alcol, aumentato notevolmente anche tra i giovanissimi, potesse in qualche modo spiegarne l’incidenza, ma la comunità scientifica non è unanime e qualcuno ha bollato questa correlazione come “semplicistica”.

Lo scorso anno la SIGE, Società italiana di gastroenterologia e endoscopia digestiva, aveva lanciato l’allarme, individuando tra l’altro un fattore di rischio da tenere in considerazione: l’obesità preadolescenziale.

Sia le ricerche statunitensi che quelle europee convergono con l’attestare un effettivo aumento dei casi di tumore al colon nei più giovani, tanto che l’American Cancer Society ha abbassato l’età suggerita per lo screening a 45 anni.

Una buona notizia arriva però dall’Università di Torino, che in collaborazione con il Memorial Sloan Kettering Cancer Center di New York, ha scoperto un inibitore del gene mutato Kras, presente in molti tumori tra cui quello al colon retto. L’inibitore, chiamato Amg510, è ancora in fase di sperimentazione, ma i primi segnali sono incoraggianti.

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