I primi incerti test furono condotti poco dopo lo scoppio della pandemia. Ma dopo un anno, uno studio della London School of Hygiene & Tropical Medicine, conclude dicendo che i cani opportunamente addestrati sono davvero in grado di fiutare il Covid.

Lo studio è stato condotto su sei cani: a ciascuno di loro sono stati fatti annusare oltre 3500 campioni e nemmeno i ricercatori erano a conoscenza della presenza o assenza del virus. I cani sono stati capaci di individuare il Covid con una sensibilità pari al 94,3%.

Stupisce inoltre l’accuratezza del loro lavoro, in quanto capaci di individuare la positività in soggetti con cariche virali estremamente basse e in assenza di sintomi. Senza ulteriori addestramenti hanno saputo riconoscere non solo la variante originaria ma anche la ormai diffusa variante inglese (o variante del Kent).

Il prossimo passo sarà capire se gli animali sono capaci di determinare la presenza del virus anche in contesti reali, come eventi sportivi o negli aeroporti. I positivi andrebbero comunque confermati con test di laboratorio, ma la presenza dei cani “annusatori” consentirebbe uno screening più veloce; modelli matematici parlano di 300 passeggeri in aeroporto in una sola mezz’ora.

Fonte: https://www.bbc.com/news/health-57200863

Crediti: Photo by Paulius Andriekus

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