Ambiente

Il Brasile cancella le aree di protezione delle coste

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Il presidente del Brasile Jair Bolsonaro ha revocato lunedì scorso i regolamenti che proteggevano gli ecosistemi delle coste e delle mangrovie. A denunciare quanto accaduto sono stati gli ambientalisti che condannano l’azione come un vero e proprio crimine ambientale.

Le zone protette furono create nel 2002 al fine di proteggere le mangrovie tropicali e le magnifiche “restinga”, ovvero le foreste tropicali che crescono lungo le dune sabbiose della costa atlantica.

Le zone di protezione permanenti sono servite ad evitare la progressiva distruzione degli habitat causata soprattutto dall’edilizia e dal trasporto. Il Brasile perde infatti ogni anno immensi territori di foreste non solo a causa degli incendi, ma anche per una costante pressione delle lobby industriali che spingono per usufruire di nuovi spazi.

La decisione, alquanto discutibile, è stata presa durante il Consiglio Nazionale per il clima, presieduto dal ministro dell’ambiente Ricardo Salles.

I nuovi regolamenti permetteranno inoltre alle compagnie del cemento di bruciare i vecchi container utilizzati per fertilizzanti e pesticidi, dimenticandosi di fatto dei gravi effetti inquinanti che questa risoluzione potrebbe provocare.

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