Una buona notizia arriva da uno studio portato avanti dal WWF che ha utilizzato i dati satellitari del globo per creare una mappa delle foreste rigenerate.

La comparazione, avvenuta nell’arco temporale di 20 anni, ha mostrato l’aumento delle foreste nate naturalmente (senza intervento umano) pari ad un’area come la Francia. Questi polmoni del pianeta sono in grado di catturare milioni di tonnellate di diossido di carbonio, proteggere la biodiversità degli habitat e risultano allo stesso tempo meno costose rispetto alle foreste nate grazie all’intervento dell’uomo.

Tutto ciò però non basta a mitigare gli effetti negativi della deforestazione: milioni di ettari spariscono ogni anno e la natura non riesce a ricreare nel breve periodo quanto l’uomo riesce invece a distruggere.

Dalla mappa emergono zone più virtuose come le foreste della Mongolia, del Canada e della regione atlantica del Brasile. Non basta però proteggere ciò che cresce naturalmente; per assorbire gran parte delle emissioni occorrerà piantare milioni di alberi e questi interventi andranno pensati in maniera competente, poiché per massimizzare i risultati si dovrà piantare l’albero giusto al posto giusto e garantire la sopravvivenza di ciò che si progetta.

Fonte: https://www.bbc.com/news/science-environment-57065612

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