L’Organizzazione mondiale della sanità indica un limite massimo di arsenico nell’acqua di 10 microgrammi/litro; sotto questa soglia l’acqua è considerata sicura.

L’arsenico è presente naturalmente nel terreno e in alcune tipologie di rocce, ma in diverse aree del mondo la concentrazione è più elevata e questo può provocare gravi effetti sulla salute nel lungo periodo, come patologie della pelle e tumori.

Uno studio pubblicato su Science ha analizzato e combinato dati ambientali, geologici e sul clima, per individuare e prevedere aree terrestri dove la concentrazione di arsenico nell’acqua possa superare il limite massimo attualmente previsto.

Dai dati emerge che numerose zone dell’Asia e del Sud America sarebbero interessate da questo rischio ambientale, in particolare nel Bangladesh e in Argentina.

Anche negli Stati Uniti oltre 1 milione di persone sarebbero esposte senza saperlo alla contaminazione di arsenico nell’acqua, cosi come in Mongolia, Cina e Kazakistan.

Lo studio può essere considerato come una mappa da cui partire per successive ricerche più approfondite e su scala minore.

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